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Anche in Italia biogas per le aziende agricole

Grazie alla produzione di biogas le aziende agricole italiane avranno un triplice vantaggio: risparmio economico, smaltimento degli scarti e riduzione dei gas serra


Anche in Italia biogas per le aziende agricole

Negli ultimi anni, le fonti di energie alternative si sono diffuse sempre di più in molti campi, senza escludere il settore agricolo, dove i terreni e le coltivazioni a cielo aperto consentono una migliore installazione dei vari impianti.

Verrebbe immediatamente da pensare che si tratta di energia eolica o solore, ma non è così.

Tra le fonti pulite che meglio si integrano con il mondo agricolo, ci sono sicuramente le biomasse, che, possono essere utilizzate per la produzione di biogas. Per comprendere come le aziende agricole usufruiscono di questa fonte di energia pulita, bisogna sapere che il biogas può rappresentare una forma alternativa di energia elettrica.

Il biogas è l’energia alternativa più utilizzata in campo agricolo, perchè si ottiene dalla fermentazione delle cosiddette biomasse, ovvero, rifiuti vegetali e liquami animali che derivano da allevamenti zootecnici e coltivazioni. In tal modo, il settore agricolo riduce gli investimenti in energia elettrica assicurandosi così un grosso risparmio economico e in più anche l’impatto ambientale si azzera: a differenza di altri materiali di origine organica come petrolio o carbone, l’utilizzo del biogas non comporta alcuna emissione di anidride carbonica.

Con questa duplice convenienza, sono molte le aziende agricole che hanno puntato sulla produzione di biogas, soprattutto le aziende zootecniche che sono munite di maiali, che producono elevate quantità dei liquami; in questo caso il vantaggio è triplice: i liquami suini sono altamente inquinati e fermentandoli si risparmierebbe sullo smaltimento e sulla bolletta elettrica.

Oltre all’elettricità il biogas dà concime, riducendo notevolmente l’utilizzo di concimi chimici, e produce calore, che attualmente viene utilizzato per i digestori dell’impianto stesso, ma che successivamente potrebbe essere impegnato anche per riscaldare le serre. Mettendo sul piatto della bilancia pro e contro, è un investimento da attuare; Il costo di avvio dell’impianto è di circa 3 milioni di euro, una somma che, grazie all’incentivo di 0,28€\kWh, rientrerebbe in 5 anni nelle casse dell’azienda e porterebbe notevoli risparmi per il resto della vita aziendale.

Ottima opportunità ma in Italia sono molte le incertezze.

Purtroppo numerose aziende agricole sono a conduzione familiare e per questa tipologia d’impresa è impossibile avvalersi degli impianti per la trasformazione delle biomasse, per quanto anche l’impresa più grande dovrà affrontare un severo ostacolo: la burocrazia.

Cosetta Viganò, esperta di bioenergie dell’Aper (associazione dei produttori di energie rinnovabili) spiega che i processi autorizzativi sono alquanto ambigui, specie quando si utilizzano gli scarti che sono considerati rifiuti. Le aziende agricole non sono solo motivate dagli incentivi statali, ma sono ulteriormente gratificate con un particolare “brevetto”, il certificato verde che premia la bassa emissione di anidride carbonica rispetto alle altre tipologie d’impianto.

Attualmente, imprese straniere come quelle tedesche e austriache sono un passo avanti rispetto alle ditte italiane, che con incentivi e burocrazia “incerta” cercano di mettersi in carreggiata investendo nello sviluppo delle proprie tecnologie, sia per piccoli che per grandi impianti.

Produrre energia ricorrendo al biogas non solo è un’ottima soluzione per tutelare l’ambiente, ma risulta essere alquanto conveniente dal punto di vista economico, perché comporta un risparmio tale da ridurre i consumi dell’azienda agricola.

In Italia manca un buon sistema organizzativo in tal senso, non resta che auspicare un suo rapido arrivo.


Post pubblicato da: il 11 novembre 2010 - 45 posts su Green Magazine.

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1 Commenti a questo articolo

  1. francesco says:

    e per il 2011 come si presenta lo scenario? ci sono possibilità che possa migliorare? che gli incentivi e le politiche di informazione spingano verso queste soluzioni?
    esiste un report dettagliato delle aziende che fanno già uso di questi impianti e di quelle che potenzialmente sarebbero dei fruitori ideali di tali tecnologie?

    grazie

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