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Celle solari flessibili e per tutti

Una piccola cella capace di assorbire l’energia di un intero spettro solare e con le stesse molecole dei blue jeans!


Celle solari flessibili e per tutti

Le innovazioni previste per i fururi impianti solari sono numerosissime, da celle solari biodegradabili o sottili quanto un foglio di carta, fino ad arrivare a pannelli solari integrati direttamente sul tetto dei fururi edifici europei; quella che arriva dal centro di ricerca della Cornell University è un’ulteriore notività, si tratta di celle solari flessibili.

Lo scopo di questa “invenzione” è quello di ottenere un prodotto finito dalla forma leggera, flessibile e altamente efficiente e, dato i mezzi impiegati, le celle solari ottenute saranno poco costose. La scoperta è stata messa a punto dal gruppo di ricercatori di Ditchtel, del Dipartimento di Chimica e Biologia Chimica dell’università di Cornell, New York.

Il processo di produzione impiegato dal gruppo di Ditchtel è piuttosto semplice: utilizzando molecole coloranti - diffusissime per la produzione dei blue jeans e dell’inchiostro per le penne -, è possibile costruire delle celle versatili e sicuramente economiche. La scoperta è stata riportata per prima dalla rivista Nature Chemistry, che spiega in dettaglio la strategia di produzione: utilizzando molecole di colorante organico, è possibile assemblare una struttura quadrata, detta “COF” (quadro organico covalente). Questo materiale organico potrà dare vita a dispositivi fotovoltaici a basso costo, l’unica difficoltà da affrontare è la necessità di rendere stabile il prodotto finito.

“Abbiamo dovuto sviluppare un modo completamente nuovo per la manipolazioni di materiali del genere -ha affermato Ditchtel- , la struttura corretta è quella più stabile, così alla fine, le celle dalla struttura che più si avvicina alla perfezione, finiscono per dominare”

Il risultato è una struttura dalla superficie che mantiene proprietà stabili; per ottenere ciò, i ricercatori hanno utilizzato i raggi X e mediante la diffrazione causata dai raggi si è potuta determinare la porosità delle “gabbie”. Ma in che modo agirà il quadrato per raccogliere energia solare?

Al centro delle gabbie, insieme al comunissimo colorante per blu jeans, la ftalocianina, sarà presente anche una componente in clorofilla. Il complesso “ftalocianine+clorofilla“, strettamente adeso, sarà capace di assorbire quasi un intero spettro solare: una qualità rarissima per un materiale organico.

Una volta terminata la fase di primissima produzione, il team specializzato della Cornell University, inizierà ad effettuare una serie di test; le applicazioni previste per queste particolarissime celle solari sono numerosissime, non solo per i bassi costi ma anche per il facile “smaltimento“.


1 Commenti a questo articolo

  1. sipatech srl says:

    siamo interessati come produttori di pannelli fotovoltaici alle celle solari a basso costo

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