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Il futuro arriva dal passato: Archimede e l’energia verde

Nel campo delle energie rinnovabili e pulite si fa strada una brillante soluzione tecnologica già sperimentata secoli fa da un grande matematico. E, sorpresa, funziona.


Il futuro arriva dal passato: Archimede e l’energia verde

Nel campo delle energie rinnovabili e pulite si fa strada una brillante soluzione tecnologica già sperimentata secoli fa da un grande matematico. E, sorpresa, funziona.

In Sicilia, grazie al contributo dell’ENEL e dell’ENEA, ad ottobre è stata inaugurata la prima centrale termodinamica. Una centrale unica al mondo per  la tipologia di processo utilizzato: per la realizzazione, infatti,  sono stati utilizzati dei grandi campi di specchi su di una superficie di  circa 20 ettari. Ma, la vera innovazione è sulla linea focale di questi specchi che, come spiega l’ENEL: “sulla linea focale saranno collocati un sistema di tubi all’interno dei quali scorrerà un nuovo fluido a base di sali. Questo fluido rappresenta la novità più rilevante dell’intero sistema, consentendo di accumulare l’energia termica del sole e di renderla disponibile a temperature di 550°C in qualunque momento della giornata. L’energia termica così raccolta servirà a produrre vapore ad alta pressione che, convogliato nelle turbine dell’adiacente centrale a ciclo combinato ne incrementerà di 20 MW la potenza.”  Di certo questa nuova centrale termodinamica sarà il nostro biglietto da visita per l’incontro previsto a fine anno in Danimarca dove i grandi paesi si ritroveranno a discutere sul nuovo e più stringente accordo globale riguardante le emissioni contro il riscaldamento globale che archivierà il Protocollo di Kyoto disegnando nuove strategie ad hoc per un abbassamento delle emissioni dannose per la nostra atmosfera. Un appuntamento che l’Onu definisce decisivo. Per questo motivo si fa un gran parlare di energie alternative per cercare di ridurre il costo dell’energia e le emissioni ambientali di CO2.

Molto interessanti sono le proposte e i progetti in essere. Studi effettuati dall’associazione Greenpeace hanno stimato che fonti rinnovabili come l’eolico, il solare, il geotermico, le biomasse sostenibili potrebbero fornire entro il 2050 energia elettrica pulita, sicura e conveniente per circa il 90% del fabbisogno Europeo. L’Italia, in questi ultimi anni, ha puntato molto sulle energie rinnovabili. Tra questi l’ambiziosissimo “Progetto Archimede” che prende il nome da uno dei più famosi scienziati della storia, e non a caso. Come Archimede usava i famosi “specchi ustori” (lamiere metalliche concave) che, concentrando i raggi solari riuscivano a bruciare le navi Romane durante l’assedio di Siracusa, lo stesso principio viene utilizzato oggi per la sperimentazione della centrale solare termodinamica nei pressi di Siracusa, più precisamente a Prioro Gargallo.

Il progetto della centrale solare termodinamica è stato sin dall’inizio un “parto cesareo”. L’idea dello scienziato siracusano fu ripresa dal premio nobel Carlo Rubbia che nel 2001 (allora presidente dell’ENEA) propose la creazione in Italia di una centrale per lo sviluppo della tecnologia solare termodinamica. L’intuizione avuta da Rubbia fu proprio sulla considerazione che dal sole si potessero sviluppare progetti termodinamici. Il sistema si basa principalmente sull’utilizzo di specchi che: “concentrano  la luce solare in un unico punto-caldaia producendo calore e quindi energia, permettendo anche di immagazzinare il calore in modo da poter produrre energia sempre”. Il progetto fu appoggiato sin dall’inizio dall’ENEL e si giunse in breve ad un protocollo di intesa per la costruzione di una centrale solare a ciclo combinato a gas, unica al mondo, da realizzare per l’appunto nella centrale ENEL di Prioro Gargallo. Sul fronte dei costi di realizzazione non ci fu un grande intervento di finanziamenti pubblici. Il governo di allora stanziò 15milioni di euro ed il restante fu finanziato tramite le royalties che l’industria ha pagato all’ENEA per i suoi brevetti. Il costo complessivo è stato valutato per un importo pari a 40milioni di euro, ma le lungaggini governative che misero in una situazione di stallo i lavori per la costruzione della centrale per quasi due anni, portarono Carlo Rubbia al licenziamento da parte dell’ENEA per dichiarazioni fatte a suo tempo al giornale “La Repubblica” dove il premio nobel attaccava direttamente i vertici governativi rei di immobilismo nei confronti di mancate risposte che nel frattempo rendevano vano e cristallizzato il progetto.

Dopo i travagliati impedimenti governativi, finalmente nel mese di ottobre di quest’anno è stata inaugurata ed è entrata parzialmente in funzione la centrale termodinamica Archimede. E’ previsto che l’impianto entrerà a pieno regime a maggio del prossimo anno producendo 5 MW di energia da fonte rinnovabile con un risparmio di immissioni di anidride carbonica nell’atmosfera pari a 7.000 tonnellate. Se vi dovesse capitare di passare per  Prioro Gargallo non impressionatevi se vedrete circa 20 ettari di terra ricoperta da 360 specchi parabolici. Sappiate che non sono messi lì a caso e che non è passata nel frattempo la Maga Circe che ha trasformato i girasoli in specchi. Tramite il loro utilizzo si riusciranno a captare, giorno e notte, le radiazioni solari. Il tutto senza impiegare alcun materiale tossico e/o pericoloso per l’ambiente circostante. Si stima che la centrale termodinamica sarà in grado di soddisfare i bisogni di una città di circa ventimila abitanti senza alcuna emissione, creando un risparmio di 12.700 tonnellate di petrolio all’anno. Un traguardo raggiunto con difficoltà, che però oggi ci consente di affermare che abbiamo inventato un’ energia rinnovabile unica al mondo.

Purtroppo, però, bisogna considerare anche gli aspetti negativi di questo progetto, anche se sicuramente potrà essere replicato in futuro in altre parti del nostro territorio, non sarà certamente questo il sistema che ci consentirà di essere indipendenti dall’estero. I motivi sono evidenti: la vastità della superficie richiesta, i costi, al momento molto elevati, e la capacità produttiva ancora troppo esigua. Certo è che da una semplice intuizione avuta da un grande fisico come Archimede e a distanza di secoli da un altro grande fisico come Carlo Rubbia oggi possiamo contare su di una quarta energia rinnovabile tutta “made in Italy”: il “Solare Archimede”.


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