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Il futuro è nelle energie rinnovabili

Laurence Smith spiega come le energie rinnovabili siano diventate la chiave per vivere un futuro migliore


Il futuro è nelle energie rinnovabili

L’ultimo libro del climatologo Laurence Smith s’intitola The World in 2050: Four Forces Shaping Civilization’s Northern Future, sarà pubblicato alla fine di settembre e spiegherà come mai le energie rinnovabili siano diventate la chiave per vivere un futuro migliore e quali conseguenze comporterà la loro adozione.

Gli stati che già oggi le sfruttano in modo intensivo, come il Canada e il terzetto di paesi nordici europei, in futuro saranno avvantaggiati rispetto a coloro che siedono oggi nel G8 e che basano la propria economia sul petrolio e i suoi derivati.

Il cambiamento climatico, paradossalmente, finirà per favore proprio quelle zone che oggi, a causa del freddo intenso, sono poco sfruttate dal punto di vista energetico e non possono ospitare manodopera: basti pensare alla tundra russa o alle foreste del nord del Canada. Proprio in questo paese si aspetta una crescita demografica superiore al 30% nei prossimi anni. Secondo Smith anche le attuali potenze emergenti, Cina, India e Brasile saranno superate, vista la loro quasi completa dipendenza dal petrolio e dalle vecchie forme di approvvigionamento energetico.

Purtroppo molti paesi in via di sviluppo dovranno, anche nel 2050, fare ricorso alla più inquinante di tutte le energie, quella derivante da carbone, vanificando parte degli sforzi delle superpotenze che stanno cercando di risolvere il problema di global warming e dell’innalzamento delle temperature. Cambieranno anche le grandi città del futuro: Toronto, Montreal, Vancouver, Seattle, Calgary, Edmonton, Minneapolis-St. Paul, Ottawa, Reykjavik, Copenhagen, Oslo, Stoccolma, Helsinki, avranno la stessa popolazione ed importanza di Londra e New York.

In questo scenario possibile, il dato di fatto reale è che le energie rinnovabili sono diventate un’esigenza imprescindibile per tutti. Per sfruttare bene le loro potenzialità negli anni a venire sarà necessario programmare il loro impiego puntando sull’offerta, favorendo la nascita di un’industria specializzata nelle energie pulite, e non soltanto stimolando la domanda. I piani della UE, in questo senso, sono molto ambizosi (il famoso 20-20-20): entro il 2020 dovremo coprire il 20% del fabbisogno energetico con le energie rinnovabili, migliorare l’efficienza del 20% e tagliare del 20% le emissioni di anidride carbonica. E l’Italia è in ritardo…


Post pubblicato da: il 03 marzo 2011 - 4 posts su Green Magazine.

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