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CR5, il reattore che trasforma la CO2 in carburante

Questa invenzione è una vera promessa per il futuro perché è in grado di ridurre le emissioni di biossido di carbonio e trasformare i nostri combustibili fossili in energia rinnovabile. Leader del progetto è la scienziata Ellen B. Stechel


CR5, il reattore che trasforma la CO2 in carburante

E’ stato messo a punto un nuovo reattore che, sfruttando luce solare e acqua, trasforma l’anidride carbonica in carburante.

Il progetto è stato realizzato dagli scienziati dei Laboratori Nazionali di Sandia, in particolar modo dal ricercatore Rich Diver che ha assemblato il primo prototipo, il CR5.

Rich Diver stesso sottolinea l’utilità del progetto e afferma: “Il fattore più rilevante di questa invenzione è che i nostri combustibili fossili saranno utilizzati almeno due volte, il che significa una minore emissione di anidride carbonica nell’atmosfera”.

Con il CR5, i ricercatori del Sandia hanno dimostrato con successo che è possibile riciclare la CO2 trasformandola in carburante destinato al settore dei trasporti.
Il reattore innesca “quasi” il processo inverso della combustione: il biossido di carbonio viene trasformato in monossido e combinandosi con l’idrogeno presente nell’acqua produce il carburante.

L’esperimento con il primo prototipo è riuscito, perché ha dimostrato la fattibilità del progetto; si dovranno, però, compiere ancora molti sforzi per rendere il reattore più efficiente.

Il CR5 ha una forma cilindrica, è interamente in metallo ed è diviso in due camere: una fredda e una calda.
L’energia solare riscalda la camera calda, che raggiunge temperature abbastanza elevate per sottrarre un atomo di ossigeno all’ossido di ferro di cu iè riempita. Il composto viene poi spinto nella camera fredda, dove si trova anidride carbonica a temperature più basse.
Grazie alla variazione di temperatura, il ferro recupera l’ossigeno perso in precedenza e lo ottiene a spese della CO2. L’anidride carbonica, perdendo un atomo di ossigeno, si trasforma il monossido di carbonio (CO) e da qui ha vita il riciclaggio.

Questa reazione termo-chimica è resa possibile dalle alte temperature raggiunte nella camera calda, indotte da un concentrato di energia solare: dunque non c’è nessun dispendio di elettricità.

Lo scopo dell’invenzione è quello di ridurre l’emissione dei gas a effetto serra, spiega la scienziata e leader del progetto Ellen B. Stechel: “Anche se probabilmente ci vorranno ancora altri 15-20 anni per vedere il reattore affermato sul mercato, questa invenzione è una vera promessa perché è davvero in grado di ridurre le emissioni di biossido di carbonio, rendendo lo stesso combustibile un’energia rinnovabile e non più un bene destinato a finire”.


2 Commenti a questo articolo

  1. Annamaria says:

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