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Solare dallo spazio? Dalla fantascienza alla scienza

Una nuova prospettiva per l’ambiente: per la prima volta al mondo in California è stato approvato un progetto per la realizzazione del primo impianto ad energia fotovoltaico situato in orbita


Solare dallo spazio? Dalla fantascienza alla scienza

Sembra fantascienza, e in effetti ricalca un’idea uscita da un libro di Isaac Asimov, il quale nel 1941 (nel suo romanzo Reason) immaginava una stazione spaziale che raccoglieva energia e la inviava al nostro pianeta.

Eppure è tutto vero: entro il 2016 diverrà operativo il primo parco solare orbitante intorno alla Terra; l’impianto, che sfrutterà una tecnologia inedita creata da ingegneri aerospaziali che hanno lavorato per la Boeing e per la Nasa, genererà una potenza di 200 megawatt.

Ma come sarà resa fruibile? L’energia solare raccolta nello spazio verrà convertita in onde a radiofrequenza, che verranno irradiate ad una stazione a terra vicino a Fresno, in California. Le onde radio saranno poi trasformate nuovamente in energia elettrica e immesse nella rete elettrica. Per rendere meglio l’idea considerate che la Tv satellitare funziona più o meno allo stesso modo, anche se il suo fine non è quello di genererare energia.

“A livello concettuale, i vantaggi di questo progetto sono significativi”, ha detto Michael Peevey, presidente della California Public Utilities Commission, nel corso di una conferenza tenutasi al scorsa settimana. “Questa tecnologia potrebbe offrire un accesso illimitato nel tempo a una fonte inesauribile di energia pulita, e mentre non c’è dubbio che ci saranno molti ostacoli da superare, sia di tipo regolamentare che tecnologico, è altrettanto difficile mettere in discussione l’audacia del progetto”.

Ma come è nato il progetto? L’idea parte dalla Solaren, una start up della California del Sud, che si occuperà della progettazione, costruzione e messa in orbita dei componenti per l’impianto di energia solare.
Inoltre venderà l’energia elettrica generata alla Pacific Gas and Electric - la maggiore società distributrice nel Nord della California – nell’ambito di un contratto di 15 anni. Se i piani verranno rispettati, nel 2016 ci sarà la prima casa illuminata con energia proveniente direttamente dallo spazio.

La Solaren, fondata da ingegneri veterani della Hughes Aircraft, della Boeing e Lockheed, utilizzerà una tecnologia innovativa protetta da un brevetto proprietario: costruirà uno specchio fluttuante gonfiabile di un km (0,62 miglia) di diametro denominato Mylar che raccoglierà la luce nello spazio; poi l’energia verrà concentrata su uno specchio più piccolo e i raggi, a loro volta, verranno raccolti da moduli fotovoltaici.

Poter aprire, gonfiandolo come un palloncino, lo specchio in orbita risolverà i problemi che fin a ora avevano reso impossibile la realizzazione di un impianto simile. Infatti Gary Spirnak, direttore esecutivo di Solaren (con esperienze nella progettazione e nell’organizzazione dei voli effettuati dallo Shuttle per la United States Air Force) ha spiegato che “il problema principale per poter rendere economicamente redditizio un parco solare nello spazio è quello di abbattere al massimo il peso della struttura per ridurre il numero di lanci di razzi” e ha continuato “Al momento attuale bisogna riconoscere che realizzare un impianto di energia solare nello spazio costa qualche miliardo di dollari più di un parco fotovoltaico terrestre e genera una quantità equivalente di energia elettrica”.

E allora perché continuare?
Un particolare interessante è che la quantità di energia da sfruttare è immensamente maggiore: se non ci sono condizioni atmosferiche sfavorevoli a ostacolare l’approvigionamento, praticamente l’unico impedimento è il sopraggiungere dell’oscurità.
Per far capire meglio Spirnak spiega: “Calcolate che un solo chilometro di banda di orbita terrestre geosincrona genera un flusso di energia solare in un anno (circa 212 terawatt-anno) pari a quasi

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la quantità di energia contenuta in tutte le note riserve recuperabili di petrolio convenzionale oggi sulla terra (circa 250 TW- anno)”.

Insomma, una fonte inesauribile tutta da sfruttare una volta superati i problemi iniziali: tutto lascia prevedere che questo sarà solo il primo di una serie di progetti analoghi.


1 Commenti a questo articolo

  1. Lorix says:

    Sono rimasto affascinato da questo articolo per me ancora fantascientifico ma,io sono convinto sia possibile,costi a parte, realizzare quanto descritto e se veramente stanno lavorando per questo progetto sarà meravigliosamente fantastico nella sua realtà.

1 Trackbacks di questo articolo

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