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Campania, provvedimenti contro l’ecomafia

Rifiuti tossici e danni ambientali in Campania, Legambiente interviene per un’impresa difficilissima: la bonifica del territorio


Campania, provvedimenti contro l’ecomafia

Secondo alcune indagini condotte dall’Eurispes il 28% dei cittadini napoletani considera la criminalità la causa primaria della crisi economica che incombe sulla città. Anche la scarsa cultura delle persone e la mancanza di legalità influiscono negativamente sull’economia (per il 19,7% dei cittadini).

Ciò che manca a Napoli e più in generale nella regione Campania, è una coscienza ambientale: durante le interviste condotte nessuno ha fatto accenno al patrimonio paesaggistico e artistico della città, eppure i crimini che minano la stabilità ambientale napoletana sono numerosi.

Alcune cifre:

Per il 2,7% degli intervistati, la causa della massiccia presenza di criminalità a Napoli sarebbe legata per lo più alla poche risorse messe a disposizione alle Forze dell’ordine e il 47% dei napoletani crede che la microcriminalità (dunque scippi, borseggi, rapine etc.) rappresenti la vera emergenza da risolvere.

A casusa degli episodi di microcriminalità il 26,7% delle persone si ritiene insicuro di uscire di casa da solo anche durante le ore diurne.

Solo lo 0,6% dell’utenza intervistata considera molto dannosi i crimini ambientali. Purtroppo una coscienza ecologica è molto distante dalla collettività napoletana, sia in senso teorico che pratico: l’intera regione Campania, in base alle rilevazioni di Legambiente, rimane da 15 anni a questa parte in cima alla classifica per il numero di reati ambientali.

In base ai dati raccolti nel “Rapporto Ecomafie di Legambiente“, nella regione solo nel 2009 sono state rilevate circa 4.874 infrazioni accertate. Un dato ingente considerando che rappresenta il 17% dei reati ambientali compiuti sull’intero territorio italiano. Al secondo postro della classifica nazionale per l’illegalità ambientale troviamo il Lazio soprattutto per reati compiuti a discapido della fauna locale.

Michele Buonomo, il Presidente di “Legambiente Campania“, espone le proprie idee e dichiara che da molti anni ormai il territorio partenopeo è inquinato sia moralmente che fisicamente ed è l’ambiente a pagarne tutte le conseguenze.

Preso coscienza di ciò, Michele Buonomo ha espresso il suo desiderio di voler cambiare la situazione e di voler dare una svolta drastica per la valorizzazione e protezione del territorio; con queste premesse si passa all’azione: nel ciclo dei rifiuti sono ben 810 le infrazioni accertate, 1116 le persone denunciate e 366 i sequestri effettuati. Sono stati presi provvedimenti anche per danni ambientali di diverse entità, come quelli legati al cemento.

“Ormai il nostro territorio – ha dichiarato Michele Buonomo- è inquinato moralmente dalla camorra e fisicamente dai rifiuti tossici. Dove si muore lentamente, omicidi bianchi di una criminalità imprenditrice che usa veleni e camion al posto delle pistole. Dove negli anni sono migliaia le discariche abusive sequestrate ma mai nessuna bonificata. Chiediamo prioritario ed urgente impegnarsi più che altrove sulla bonifica dell’area del litorale domizio flegreo e dell’ Agro Aversano tra la terra dei fuochi in provincia di Napoli e quella di Caserta. Non è soltanto la gravità dei fenomeni d’inquinamento a motivare la nostra richiesta: in quelle terre lo Stato in tutte le sue diramazione è impegnato in una sfida durissima contro lo strapotere dei clan e dei colletti bianchi, la cui vittoria passa attraverso la bonifica dei territori ed il conseguente miglioramento concreto e visibile della qualità della vita dei cittadini”.

Il Rapporto Ecomafia 2010, “il Caso Campania” mette in evidenza altri indici di criminalità, quella di bonifica del territorio sarà un impresa davvero difficile per Legambiente, un’autentica sfida.


Post pubblicato da: il 03 novembre 2010 - 23 posts su Green Magazine.

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