I regali di Natale sono gli articoli che vengono riciclati più frequentemente anche da persone non spiccatamente ambientaliste. Nonostante queste ottime premesse, Natale resta un periodo di grandi sprechi e di frustrazione per chi vorrebbe limitare l’impatto ambientale di questo momento dell’anno.
Una delle ragioni che ci impedisce di vivere bene questo momento di scambi è la “buona educazione”. È maleducato dar via gli avanzi di un pasto ed è infantile esprimere desideri per i regali. Gli adulti bene educati gettano nella spazzatura gli avanzi (magari dopo aver provato a finirli lottando con i sensi di colpa delle diete) e ringraziano di cuore per cianfrusaglie di cui avrebbero fatto volentieri a meno. Gli adulti bene educati si tirano la zappa sui piedi.
La lista dei regali. Non imbarazzatevi ad elencare ciò che vorreste ricevere in dono. La ragione per cui molti regali ci deludono è che il donatore non è riuscito a leggerci nella mente. Il risultato della mancata telepatia è una montagna di cose inutili, che ci riempie la casa senza riempirci il cuore. Questo spreco può essere evitato migliorando l’uso dei mezzi di comunicazione a nostra disposizione. Sfruttate le liste dei desideri disponibili su Amazon, pubblicatene una sul vostro blog, consegnatela scritta a mano ad una persona fidata o postate dei commenti “casuali” nei vostri social media preferiti. Per commento “casuale” intendo qualcosa come “dalle recensioni che ho letto, credo che XYZ abbia buone probabilità di diventare il mio prossimo autore preferito” oppure “I miei guanti di lana blu elettrico sono stati mangiati dalle tarme. Erano i miei preferiti.” Se i vostri contatti non sono proprio ottusi capiranno l’antifona.
Dar via gli avanzi. Chiedete ai vostri ospiti di portarsi da casa un contenitore in cui sistemare qualche porzione di cibo. In questo modo non dovrete comprare contenitori usa e getta, non avrete il timore di perdere i vostri prestandoli a chi poi si dimentica di restituirli e, soprattutto, renderete i vostri invitati attivamente partecipi del processo di ridistribuzione.
Cucinate pietanze che siano buone anche riscaldate il giorno dopo (torte salate, pasta al forno, biscotti, …) e valutate bene l’opportunità di offrire tortellini in brodo a chi si è presentato con un vecchio tupperware col coperchio che non chiude alla perfezione. Aggiungete un biglietto (preparato in anticipo) in cui spiegate che state regalando loro il tempo necessario a cucinare un pasto e chiedete che vi facciano sapere come spenderanno la mezz’ora che avete donato. Il feedback serve soprattutto a chi ha ricevuto il dono per rendersi conto del valore del tempo.
Buon Natale!








novembre 18th, 2009 at 12:00
Originale l’idea di allegare un bigliettino al tupperware con gli avanzi del pranzo di Natale!
novembre 18th, 2009 at 12:04
comincerò subito a postare suggerimenti per i regali di natale (e non solo) su tutti i miei social e speriamo di non avere amici così ottusi da non capire
novembre 18th, 2009 at 17:13
ma non sarebbe più semplice dire: no, grazie. quest’anno niente regali?? Stilare una lista delle richieste và bene finché credi a babbo natale, ma poi lo trovo davvero di cattivo gusto. Se volete sentirvi la coscienza a posto ci sono modi migliori di farlo
novembre 19th, 2009 at 15:28
@stiffer: alla fine i regali di Natale si fanno comunque… tanto vale dare dei suggerimenti
dicembre 20th, 2009 at 22:58
Concordo con paolino82: sono anni che dico che non voglio regali, poi li ricevo comunque e, d’altra parte, sapendolo, anch’io li faccio.
Anche quest’anno sono arrivato tardi, ma per l’anno prossimo sto già preparando la lista dei regali che gradirei ricevere: è un elenco di nomi e di codici IBAN. Non è ancora completa, ma inizia così:
Medici Senza Frontiere IT58D0501803200000000115000
Save the Children IT39U0501803200000000511550
Greenpeace IT73O0501803200000000125125
Unicef IT55O0501803200000000505010
WWF IT02J0300205291000011115555