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Top 5, le scoperte per la produzione di biocarburante

Fotosintesi artificiale, nanotecnologie, ingegneria genetica: sono numerose le strade che conducono ad un mondo dei trasporti più verde


Top 5, le scoperte per la produzione di biocarburante

I numerosi studi di ricerca hanno messo in evidenza svariati sistemi per mettere da parte, o comunque ridurre, l’utilizzo del petrolio. Le ricerche hanno portato alla luce nuove fonti di combustibile non inquinanti. I progetti sono molteplici e vanno dall’energia osmotica fino ad arrivare a reattori ipertecnologici.

La natura non è esclusa come fonte di biocarburanti, tanto che i ricercatori hanno ipotizzato e messo in atto, sistemi di produzione a partire da rifiuti o dal semplice grano. Di seguito sono elencate cinque scoperte, probabilmente le migliori per innovazione e fattibilità.

- Nanofarming: dopo l’idrogeno dalle alghe, i ricercatori del DOE’s Ames National Laboratory e l’università dello Stato dell’Iowa hanno messo a punto una tecnologia che farà uso di nanoparticelle che, assorbendo gli acidi grassi delle microalghe, potrebbero produrre biocarburanti, il tutto senza distruggere la cellula coinvolta. Alla ricerca ha preso parte anche il Catilina Inc.

- Foglie di Tabacco: i laboratori di Biotecnologia della Thomas Jefferson University, hanno scoperto un modo per aumentare la produzione di biocarburanti a partire dalle piante di tabacco. La scoperta coinvolge metodiche di ingegneria genetica: modificando due geni, l’olio delle foglie di tabacco aumenterebbe e da qui la sintesi di petrolio.

- Fotosintesi: la produzione di biocarburanti potrebbe partire anche da un sistema di fotosintesi artificiale. L’idea è nata osservando il comportamento del regno animale, in particolar modo della rana semi-tropicale della specie Tungara: la rana tungara, utilizzando piante, batteri ed enzimi fungini, ricava zuccheri. A differenza della fotosintesi naturale che non è abbastanza efficiente, il processo messo in atto dai ricercatori dell’università di Cincinnati è stato progettato per convertire tutta l’energia solare in zuccheri. Questi poi saranno mutati in etanolo ed altri biocombustibili.

- Scarti Agricoli: ad occuparsene sono stati gli scienziati del National Science Foundation ed hanno sviluppato una tecnologia che al contempo smaltisce rifiuti vegetali e li trasforma in biocarburanti. Una tecnologia molto simile è già attuata in Canada, questo dimostra la fattibilità del progetto.

- Lenticchie d’acqua: gli scienziati dell’università dello stato di NC hanno individuato le potenzialità della più piccola pianta da fiore del mondo, la lenticchia d’acqua. Questa produce una grande quantità di amido di mais, che può essere interamente utilizzato per la produzione di biocarburanti. Oltre a produrre biocarburanti le lenticchie d’acqua possono assimilare rifiuti di origine animale, ed è proprio da questi rifiuti che riescono a produre l’amido.


Post pubblicato da: il 30 agosto 2010 - 45 posts su Green Magazine.

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